30 curiosità su Anna Frank e il suo diario
Impara qualcosa di nuovo, poi mettiti alla prova con il quiz.
Generato in italiano con l'IA a partire dal nostro quiz inglese; le fonti rimandano a Wikipedia in italiano.
Le sapevi tutte? Dimostralo.
Fai il quiz da 30 domandeIn quale città tedesca nacque Anna Frank il 12 giugno 1929?
Venne alla luce in una clinica nel parco Eschenheim, un edificio poi distrutto durante la seconda guerra mondiale.
Come si chiamava la sorella maggiore di Anna Frank?
Aveva tre anni più di Anna: era nata nel 1926 e viene ricordata come una ragazza timida, tranquilla e con ottimi voti a scuola.
Quale contrassegno gli ebrei dei Paesi Bassi, come Anna Frank, dovettero portare sui vestiti?
Molti olandesi reagirono solidarizzando con gli ebrei, mentre nasceva anche un partito nazista locale, il Movimento Nazional-Socialista.
Quale mobile copriva l'ingresso del nascondiglio di Anna Frank ad Amsterdam?
A costruirlo fu Johannes Hendrik Voskuijl, capo magazziniere della Opekta, la cui figlia Bep era tra le persone che aiutavano i rifugiati.
Quale familiare di Anna Frank fu l'unico degli otto clandestini a sopravvivere ai lager?
Otto Frank mostrò poi gli scritti della figlia a diversi amici, che lo convinsero a darli alle stampe.
In quale occasione Anna Frank ricevette il quadernino a quadretti che divenne il suo diario?
Il quadernino era bianco e rosso; le prime annotazioni, scritte in olandese, parlavano della scuola e degli amici.
Per quanto tempo Anna Frank e gli altri rifugiati rimasero nascosti nell'alloggio segreto?
Otto Frank sperava di tornare in libertà dopo qualche settimana; nel frattempo nessuno poteva uscire né fare rumore.
In quale campo di concentramento morì Anna Frank all'inizio del 1945?
Vi arrivò dopo circa un mese trascorso ad Auschwitz-Birkenau; nello stesso lager ritrovò per breve tempo l'amica Hanneli Goslar.
Quale malattia uccise Anna Frank e la sorella nel lager all'inizio del 1945?
La sorella morì per prima, nonostante le cure di Anna, che la seguì il giorno successivo.
In quale anno la famiglia di Anna Frank si nascose nell'alloggio segreto?
A far precipitare la decisione fu una convocazione per un campo di lavoro recapitata alla figlia maggiore il 5 luglio.
Quale esercito liberò Auschwitz, dove era detenuto Otto Frank, il 27 gennaio 1945?
Il viaggio di ritorno durò tre mesi: Otto Frank rientrò ad Amsterdam soltanto il 3 giugno e fu ospitato da Miep e Jan Gies.
Quale professione esercitava Fritz Pfeffer, compagno di stanza di Anna Frank nel rifugio?
Fu l'ottavo e ultimo rifugiato: raggiunse il nascondiglio qualche mese dopo le famiglie Frank e Van Pels.
In quale paese la famiglia di Anna Frank finse di essere fuggita prima di nascondersi?
La messinscena comprendeva l'appartamento lasciato sottosopra e un biglietto, per sviare i controlli.
In quale anno Otto Frank pubblicò per la prima volta il diario della figlia Anna?
Prima della stampa Otto Frank apportò cancellazioni e correzioni, omettendo le parti che riteneva troppo private.
Su quale canale di Amsterdam aveva sede la ditta dietro cui si nascose Anna Frank?
L'edificio, al numero 263, oggi è un museo raggiungibile a piedi dalla stazione centrale e dal Dam.
Con quale titolo olandese uscì la prima edizione del diario di Anna Frank?
Il titolo significa «Il retrocasa» e indica l'edificio sul retro della ditta in cui vissero nascosti gli otto rifugiati.
In quale giorno del 1944 la Gestapo fece irruzione nel nascondiglio di Anna Frank?
L'irruzione avvenne attorno alle 10 del mattino, in seguito alla segnalazione di una persona mai identificata.
Con quale pseudonimo compare nel diario di Anna Frank il compagno di stanza Fritz Pfeffer?
In tedesco la parola significa «sciocco»: Anna mal sopportava di dover dividere la camera con lui.
In quale campo di transito olandese fu trasferita Anna Frank dopo l'arresto?
Lì le donne, separate dagli uomini, lavoravano nel reparto pile; chi era stato arrestato come delinquente svolgeva i lavori più duri.
Che cosa vendeva la Opekta, l'azienda avviata ad Amsterdam dal padre di Anna Frank?
Il prodotto era a base di pectina; la casa madre era tedesca e aveva una rappresentanza anche a Basilea.
Che cosa si contendevano spesso Anna Frank e Fritz Pfeffer nella camera che condividevano?
I due bisticciavano di frequente; a fare da mediatore nelle liti del rifugio era spesso Otto Frank.
Di che cosa morì ad Auschwitz-Birkenau Edith Frank, la madre di Anna?
Accumulava il cibo per le figlie rifiutando di mangiare; si spense il 6 gennaio 1945, dieci giorni prima del suo 45º compleanno.
Quale regista diresse il film del 1959 tratto dal diario di Anna Frank?
Il film si basava sull'adattamento teatrale di Frances Goodrich e Albert Hackett e rese la vicenda popolare in tutto il mondo.
A quale agente nazista gli aiutanti di Anna Frank dovettero mostrare il nascondiglio?
Cercando una cassetta con il denaro dei prigionieri, l'agente sparse per la stanza i fogli che vennero poi raccolti e conservati.
Quale scrittrice firmò la prefazione della prima edizione italiana del «Diario» di Anna Frank?
L'edizione uscì da Einaudi a Torino nel 1954, nella collana Saggi, con la traduzione di Arrigo Vita.
Perché Miep Gies non fu arrestata insieme ai clandestini e ai colleghi Kugler e Kleiman?
Tentò poi più volte, invano, di corrompere il sergente perché liberasse i suoi amici.
A quanti anni morì nel 2010 Miep Gies, la donna che custodì il diario di Anna Frank?
Rimasta vedova nel 1993, si spense per le conseguenze di una caduta nella casa di riposo che la ospitava.
Quanti metri quadrati misurava all'incirca il retrocasa in cui si nascose Anna Frank?
Vi si accedeva da una ripida scala collegata all'ingresso degli uffici; gli ambienti erano distribuiti su più piani, fino al sottotetto.
Quale nome assunse l'impresa di Otto Frank affidata pro forma a collaboratori «ariani»?
La cessione fittizia a Johannes Kleiman e Victor Kugler serviva a evitare la confisca che colpiva le imprese gestite da ebrei.
Quale membro del governo olandese in esilio spinse via radio Anna Frank a riscrivere il diario?
Nella trasmissione del 28 marzo 1944 annunciò un registro pubblico delle oppressioni subite sotto l'occupazione e citò lettere e diari.
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