30 curiosità su Virus
Impara qualcosa di nuovo, poi mettiti alla prova con il quiz.
Generato in italiano con l'IA a partire dal nostro quiz inglese; le fonti rimandano a Wikipedia in italiano.
Le sapevi tutte? Dimostralo.
Fai il quiz da 30 domandeCosa significa la parola latina «vīrus», da cui deriva il termine moderno?
Il vocabolo latino è un neutro irregolare e privo di plurale attestato, il che rende problematico il suo uso in tassonomia.
Di quale disciplina è una sub-specialità la virologia?
I virus sono l'entità biologica più abbondante in assoluto sul pianeta.
Come si chiama l'involucro proteico che racchiude il materiale genetico di un virus?
Il rivestimento può assumere forme diverse; i virus misurano dalla decina al centinaio di nanometri e sfuggono al microscopio ottico.
Come sono chiamati oggi i virus capaci di infettare i batteri, scoperti da Frederick Twort?
Félix d'Herelle imparò a contarli diluendo la sospensione e misurando le aree di batteri morti su agar.
Quale vaccino realizzò Jonas Salk grazie alla coltura del virus su cellule di embrioni umani?
La coltura del 1949, opera di Enders, Weller e Robbins, fu la prima senza tessuti animali solidi o uova.
Quale strumento, inventato nel 1931 da Ernst Ruska e Max Knoll, permise le prime immagini di virus?
Per aumentare il contrasto si usano «coloranti» densi di elettroni, come i sali di tungsteno, oppure la colorazione negativa dello sfondo.
Quali insetti, nutrendosi della linfa, trasmettono spesso i virus da pianta a pianta?
I virus vegetali hanno in genere bisogno di un vettore mobile; negli animali lo stesso ruolo spetta ai parassiti succhiatori di sangue.
Per quale via si trasmettono norovirus e rotavirus, comuni cause di gastroenterite?
Vengono depositati su oggetti, alimenti o fonti d'acqua e possono entrare nel corpo con cibo e bevande contaminati.
Come si chiama la popolazione di specie virali simbionti ospitata da ogni individuo animale?
Anche l'essere umano convive normalmente con un elevato numero di specie virali che non gli causano alcuna malattia.
Quante specie di virus, circa, sono state descritte in dettaglio dalla loro scoperta a oggi?
Si ritiene che in realtà ne esistano milioni: i virus sono presenti in quasi tutti gli ecosistemi della Terra.
L'introduzione di quale farmaco fece accantonare l'idea di usare i fagi contro tifo e colera?
Lo studio dei fagi ha comunque chiarito aspetti dell'espressione genica e fornito un mezzo per introdurre geni estranei nei batteri.
Chi guidò il gruppo dell'Istituto Pasteur che isolò per primo l'HIV nel 1983?
L'HIV è un retrovirus: integra nel genoma dell'ospite il DNA ottenuto per trascrizione inversa del proprio RNA.
Come si chiama l'involucro lipidico esterno, simile a una membrana cellulare, presente in alcuni virus?
Non tutti i virus ne sono dotati: quelli delle piante, in genere, ne sono privi.
In quale anno Dmitrij Ivanovskij descrisse per primo un agente patogeno non batterico delle piante di tabacco?
Lo scienziato russo usò il filtro che tratteneva i batteri e scoprì che gli estratti di foglie restavano infettivi anche dopo la filtrazione.
In media, quale frazione della dimensione di un batterio misura un virione?
Per questo la maggior parte dei virioni è troppo piccola per essere vista con un microscopio ottico.
Quale enzima, descritto nel 1970 da Temin e Baltimore, permette ai retrovirus di copiare il loro RNA in DNA?
I due ricercatori lo descrissero in modo indipendente; farmaci come zidovudina e lamivudina agiscono inibendolo.
Come si chiama il genoma virale inserito fisicamente in quello della cellula ospite?
Viene replicato insieme al genoma ospite e torna a produrre nuovi virioni se la cellula subisce un danno.
Quale botanico olandese classificò definitivamente come virus l'agente del mosaico del tabacco nel 1898?
Con esperimenti di filtrazione su foglie infette dimostrò che l'agente era più piccolo di un batterio; lo chiamò «contagium vivum fluidum».
Come furono inizialmente chiamati i virus, perché passavano attraverso i filtri che trattenevano i batteri?
A differenza delle semplici tossine, però, potevano essere trattenuti dagli ultrafiltri.
Chi scoprì nel 1955 la struttura completa del virus del mosaico del tabacco?
Si basò sulle immagini a raggi X di diffrazione del virus cristallizzato ottenute da Bernal e Fankuchen nel 1941.
Quale virus scoprì Baruch Blumberg nel 1963?
Due anni dopo Howard Temin descrisse il primo retrovirus: la seconda metà del Novecento fu l'età d'oro della virologia.
Perché i viroidi, molecole di RNA patogene per le piante, non sono classificati come virus?
Vengono spesso chiamati agenti subvirali: non codificano proteine ma sfruttano le strutture della cellula ospite per replicarsi.
In quale lingua fu coniato nel 1959 il termine «virione»?
La parola è entrata nella lingua italiana solo nel 1983 e indica una singola particella virale stabile e infettiva.
Chi inventò nel 1884 il filtro con pori più piccoli dei batteri, usato poi da Ivanovskij?
Lo strumento, noto anche come filtro di Chamberland-Pasteur, rimuoveva completamente i germi in sospensione da un liquido.
In quale substrato Ernest Goodpasture fece crescere il virus dell'influenza nel 1931?
Fu una svolta per la coltivazione dei virus, dopo i metodi su frammenti di tessuto corneale e su sospensioni di reni di galline.
Cosa dimostrò Wendell Stanley nel 1935 analizzando il virus del mosaico del tabacco?
Lo stesso virus fu il primo a essere cristallizzato e poco dopo fu possibile separarne le proteine dall'RNA.
Quale scienziata scoprì nel 1950 i trasposoni, i «geni che saltano», nel mais?
Questi elementi genetici mobili potrebbero essere all'origine di alcuni virus, secondo l'ipotesi della fuga.
Quale malattia è causata dal primo virus animale isolato, da Loeffler e Frosch nel 1898?
I due ricercatori lo isolarono con un filtro simile a quello usato per il mosaico del tabacco; l'agente è oggi detto aphthovirus.
Da quali virus dipende il virofago Sputnik, che infetta il protozoo Acanthamoeba?
I virus che dipendono da altri virus nella stessa cellula sono detti «satelliti» e potrebbero essere intermedi evolutivi tra viroidi e virus.
Quale plurale di «virus» proposero Lwoff, Horne e Tournier nella loro classificazione del 1962?
In ambito anglofono circola la forma errata «virii», che presupporrebbe un inesistente singolare «virius».
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