Generato in italiano con l'IA a partire dal nostro quiz inglese; le fonti rimandano a Wikipedia in italiano.
Il cocktail è una miscela equilibrata di ingredienti alcolici, analcolici e aromi: una bevanda che in Italia un tempo si chiamava «bevanda arlecchina» e il cui nome ha almeno sei ipotesi di origine diverse. Questo quiz ripercorre la storia dei cocktail, dalla prima definizione stampata nel 1806 ai ricettari europei degli anni Venti, e poi entra nel bicchiere: basi, coloranti, unità di misura, tecniche di miscelazione e stili del barman. Chiude una sezione dedicata al margarita, con le sue proporzioni ufficiali e i tre presunti inventori.
Tutte le 30 domande con risposte e spiegazioni. Gioca al quiz
Q 01Come viene detto un cocktail preparato senza alcuna componente alcolica?
Analcolico
Un cocktail può avere il ghiaccio nel bicchiere, non averlo affatto oppure essere soltanto raffreddato con il ghiaccio prima di essere versato.
Q 02A quale parte del gallo da combattimento si ispirava una bevanda variopinta inglese del 1400?
La coda
È l'ipotesi che lega il nome alle parole inglesi cock e tail; la bevanda si beveva nelle campagne inglesi.
Q 03Che cosa si fa agli ingredienti solidi, come zucchero, frutta ed erbe, con il muddler?
Si pestano
Lo scopo è far fuoriuscire l'essenza degli ingredienti; i cocktail così preparati si servono con ghiaccio tritato grossolanamente.
Q 04Quale tecnica prevede di frullare gli ingredienti in un blender pieno di ghiaccio?
Frozen
Il risultato è una bevanda simile a un sorbetto, oppure con una consistenza liquida e vellutata.
Q 05Quale tecnica mescola dolcemente gli ingredienti con uno stirrer o un cucchiaio da bar?
Stirring
Questa tecnica mantiene ben distinguibili le note caratteristiche dei singoli ingredienti, versati nel bicchiere o in un mixing glass.
Q 06A quanti centilitri equivale un'oncia nel dosaggio dei cocktail?
3 cl
Le once sono il dosaggio tipico dell'american bartending, uno stile che privilegia la rapidità e usa il pourer per versare.
Q 07Quale attrezzo serve a misurare con precisione i centilitri di un cocktail?
Jigger
Il centilitro è il dosaggio dello stile classico, adottato dall'IBA, dall'AIBES e dall'AIBM; ogni bicchiere ha una capacità standardizzata.
Q 08A quale categoria di ingredienti di un cocktail appartengono cola, tonica e sciroppi?
Coloranti
Questi soft drink non incidono solo sull'aspetto visivo: nel bicchiere influenzano anche il gusto finale.
Q 09Nella tecnica mixing & straining, con quale strumento si filtra il composto nel bicchiere?
Strainer
Gli ingredienti vengono prima mescolati in un mixing glass o shakerati senza ghiaccio, e il bicchiere è spesso raffreddato in anticipo.
Q 10In quale periodo negli Stati Uniti i cocktail venivano bevuti di nascosto negli speakeasy?
1919-1933
In quegli anni la qualità dei liquori era scadente, così i baristi tendevano a mascherarli mescolandoli con altri ingredienti.
Q 11Quanto deve durare, all'incirca, l'agitazione di un cocktail nello shaker?
10-20 secondi
Lo shaking serve anche a ossigenare il liquido e ad abbassarne rapidamente la temperatura, unendo ingredienti difficilmente miscibili.
Q 12Chi scrisse nel 1862 la prima guida con ricette di cocktail, «How to Mix Drinks»?
Jerry Thomas
Il volume, sottotitolato «The Bon Vivant's Companion», conteneva dieci ricette chiamate «Cocktails» accanto alle solite bevande miscelate.
Q 13Insieme a basi e decorazioni, quali due categorie completano gli ingredienti di un cocktail?
Coloranti e aromatizzanti
Q 21Quale di questi ingredienti può dare a un cocktail una presentazione «cremosa»?
Succo di pomodoro
Oltre al liquido, gli altri stati sono quello frullato con ghiaccio e quello pestato, servito con ghiaccio tritato grossolanamente.
Q 22In che anno il Balance and Columbian Repository definì per la prima volta la parola cocktail?
1806
La definizione uscì nell'edizione del 13 maggio; la prima guida con ricette arrivò solo decenni dopo.
Q 23Quale tipo di flair attira il cliente al banco con uno spettacolo di bottiglie vuote?
Exhibition flair
Il Working flair, invece, è finalizzato alla preparazione concreta di uno o più cocktail.
Gli aromatizzanti arricchiscono il ventaglio olfattivo e gustativo: i più usati sono liquori e creme, che danno profumo e gusto.
Q 14Da quale verbo latino deriva la parola «aperitivo», con cui si servono i cocktail pre dinner?
Aperire
Molti cocktail pre dinner stimolano la salivazione e, di riflesso, l'appetito; in Italia sono spesso accompagnati da stuzzichini.
Q 15Quale stile di barman si ispira a un modello acrobatico e fa spettacolo con le bottiglie?
Flair bartender
Esistono competizioni su scala mondiale di questa disciplina, chiamate Flair competition; lo scopo resta far da bere a un livello medio.
Q 16Quanti cocktail ha codificato l'International Bartenders Association?
77
La lista serve a prevenire l'abuso di nomi fittizi e le modifiche arbitrarie alle ricette conosciute; ogni anno alcuni cocktail vengono aggiunti o eliminati.
Q 17Che cosa era il coquetier francese, da cui potrebbe derivare il nome cocktail?
Contenitore per uova
Secondo questa ipotesi, nel XIX secolo quel piccolo recipiente veniva usato a New Orleans per servire liquori.
Q 18Quali due distillati sono l'esempio tipico di base «fortemente caratterizzata»?
Gin e tequila
Le basi neutre sono invece vodka o rum, mentre whiskey e cachaça sono considerati distillati parzialmente caratterizzati.
Q 19Con quale nome, anticamente, era conosciuto in Italia il cocktail?
Bevanda arlecchina
L'altro nome storico italiano era «polibibita»; un cocktail ben eseguito deve avere struttura, aroma e colore bilanciati.
Q 20Come si chiama la decorazione di zucchero o sale passati sul bordo inumidito del bicchiere?
Crusta
Le decorazioni più comuni sono frutta (bucce o spicchi di agrumi, ciliegie sotto spirito, olive) e aromi come cacao o noce moscata.
Q 24Quale espressione latina, secondo un'ipotesi, si sarebbe distorta nella parola cocktail?
Aqua decocta
L'espressione significa «acqua distillata»; è una delle tante ipotesi, nessuna certa, sull'origine del nome.
Q 25Nella guida «How to Mix Drinks» del 1862, quale ingrediente caratterizzava i «Cocktails»?
Gli amari
Oggi quel tipo di ingrediente è quasi scomparso dalle ricette moderne, ma allora era il tratto distintivo della categoria.
Q 26Come si chiama il sistema di conteggio dei barman che versano in once nei locali affollati?
Free pouring
Lo stile classico è invece quello del barman d'hotel, dove il lavoro è più lento e ci si concentra sulla qualità.
Q 27I piccoli cocktail serviti come cicchetto vanno in bicchieri di quali due tipi?
Shot e bite
Questi piccoli cocktail possono avere tutte le caratteristiche di un cocktail normale, solo in formato ridotto.
Q 28In quale porto messicano i marinai inglesi bevevano la bibita mista detta «cola de gallo»?
Campeche
Secondo questa ipotesi, fra Seicento e Settecento la bibita conteneva una radice o un'erba e dal nome spagnolo sarebbe nato cock-tail.
Q 29Fino a che anno l'IBA ha classificato i cocktail in base al momento del consumo?
2010
I pre dinner sono aperitivi dai sapori amareggianti; gli after dinner, con liquori e creme, sostituiscono o accompagnano un dessert.
Q 30Chi curò la «Guide du barman et du gourmet chic» del 1921?
Adolphe Torelli
Lo stesso autore, barista del Winter Palace di Nizza, firmò nel 1927 «900 recettes de cocktail et Boissons Américaines».